Luca Carboni scultore per Love Me Fender

Luca Carboni scultore per Love Me Fender

Posted on 26. gen, 2010 by Mirco in Appuntamenti

Fra ritratti di compositori imbellettati e strumenti antichi, fanno capolino i mostri sacri della storia del rock. In un’esperienza per occhi e orecchie tutta da godere, al Museo della Musica di Bologna. Dove ci si aggira fra artisti-musicisti e musicisti-artisti. Ad esempio, un Luca Carboni scultore…
Love me Fender: già il nome basta per capire la poetica della mostra. È sufficiente modificare una lettera della più famosa canzone di Elvis Presley per intelligere l’omaggio a una delle due aziende che combatte il testa a testa più serrato per entrare al numero uno della leggenda musicale contemporanea.
È Fender, infatti, la protagonista dell’esposizione: ventisette artisti sono stati chiamati a raccolta da Luca Beatrice per porre i propri ossequi alla liuteria fondata nel ‘46 in Arizona.
In mezzo a memorabilia, foto di concerti, prime edizioni di LP e riedizioni dei modelli storici, imbracciati dai chitarristi che hanno creato il mito di Telecaster e Stratocaster – da Frank Zappa a Eric Clapton, da Kurt Cobain a Steve Ray Vaughan – si scorgono le opere, più o meno nascoste, inserite nell’ambiente austero e aristocratico di Palazzo Sanguinetti, quasi a profanarne l’aristocraticità.
Arte e musica sempre più a stretto contatto, nel mix match tra le discipline che vede cimentarsi nel mondo visivo cantanti e cantautori. Scruta dalla parete, tra la seria raccolta di compositori e musicisti dei secoli passati, un fluorescente Jimi Hendrix ritratto dai pennelli di Andy, già poliedrico nei Bluvertigo; è una pagina adagiata sulla sedia la spinta concettuale di Cristian Bugatti ovvero Bugo (presto in mostra a Roma e protagonista sul prossimo numero di Exibart.onpaper), stralcio di un’epoca passata in cui le chitarre Fender si contrabbandavano negli annunci economici; si propone in veste di scultore Luca Carboni, al suo debutto nel mondo dell’arte.
Ma se i musicisti intrigano con il loro sconfinamento visivo, non sempre i colleghi artisti sono all’altezza della situazione. Il motivo d’occasione c’è, ed è innegabile, e talvolta fin troppo avvertibile, come nella zoomorfa installazione di Francesco De Molfetta, o nel 33 giri fuori scala di Bartolomeo Migliore.
È puro rock’n'roll quello che trasuda dall’installazione di Thorsten Kirchhoff, dal potente video in rotomotion di Daniele Girardi, dalla visionarietà lisergica e barocca dell’estate infinita di Gabriele Arruzzo, dalla dissacrante rappresentazione dei disegni di Laurina Paperina e del Laboratorio Saccardi, che si fanno beffe di un mito generazionale come quello dei Nirvana.
E se l’occhio vuole la sua parte, non è da dimenticare l’orecchio, quando si parla di musica. Così, in ogni sala che ospita un’opera, risuona in sottofondo una playlist studiata appositamente. Per dimostrare che le chitarre Fender non sono solamente da guardare. Sono veri e proprio strumenti d’arte.

dall’undici dicembre 2009 al 31 gennaio 2010
Love me Fender
a cura di Luca Beatrice
Museo internazionale e biblioteca della Musica
Strada Maggiore, 34 – 40125 Bologna
Orario: da martedì a venerdì ore 9.30-16; sabato, domenica e festivi ore 10-18.30
Ingresso libero
Catalogo Damiani
Info: tel. +39 0512757711; fax +39 0512757728;

www.museomusicabologna.it

Fonte: http://www.exibart.com

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One Response to “Luca Carboni scultore per Love Me Fender”

  1. IMMA

    01. feb, 2010

    molto bella la scultura di Luca e naturalmente anche la mostra!!!

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