26th feb2010

Gigi Vesigna e Luca Carboni

by Mirco

Vi riporto un’intervista dell’ex storico direttore di Tv Sorrisi & Canzoni, Gigi Vesigna, a Luca Carboni, nel periodo dell’uscita dell’album “Le band si sciolgono”. Luca parla dell’album, dei suoi successi, di Sanremo. Troviamo alcune informazioni interessanti, tra le quali, il motivo per cui il disco “Mondo” in versione spagnola fu ritirato dal mercato spagnolo.

E’ CONTENTO DEL SUO DISCO, IL DODICESIMO DAL 1984, NEL QUALE HA MESSO TANTO DI SE’ E DEI SUOI SOGNI. MA E’ FELICE ANCHE PER UN ALTRO MOTIVO: “NON SONO DIVENTATO UNA ROCK STAR”.

Prima di incontrare Luca Carboni ho fatto mente locale sulla sua carriera per verificare che cosa mi è rimasto in mente di lui. E allora, tre canzoni e una coerenza invidiabile. Il primo brano è FARFALLINA, un milione di copie vendute, inno generazionale che ha conquistato gli adolescenti con due versi: “ho bisogno d’affetto, ho bisogno d’amore”. La seconda canzone è CI VUOLE UN FISICO BESTIALE, la terza INNO NAZIONALE: “io sono troppo bolognese, tu sei troppo napoletano, egli è troppo torinese, e voi siete troppo di Bari, si noi siamo troppo orgogliosi, loro sono troppo veneziani… Il tempo passa, ma siamo ancora troppo italiani”. Infine, in omaggio alla sua coerenza: Luca, come pochissimi nostri colleghi, non è mai stato a Sanremo. Glielo dico e lui sorride divertito: l’ho incontrato per ascoltare il nuovo disco, il dodicesimo di una carriera iniziata nel 1984, intitolato LE BAND SI SCIOLGONO. Bolognese, nato nel 1962, Luca appartiene a quella scuola di cantautori che ha fatto nobile Bologna. Luogo di riunione il mitico Ciro, dove si incontrano anche Dalla, Gaetano Curreri, Francesco Guccini, Ron e tanti altri.

Luca è sposato con Marina, ha un figlio, Samuele, che fa la seconda elementare e vive il più possibile lontano dai riti del mondo dello spettacolo.

“Adesso ti racconto brevemente come sono nate le tue preferenze – dice – FARFALLINA è frutto della necessità di capire i giovani, CI VUOLE UN FISICO BESTIALE l’ho scritta nel momento della paranoia per il palestrato, per quelli che scelgono di pensare più con i bicipiti che con il cervello. INNO NAZIONALE per poco non ha provocato un incidente diplomatico. Piacque tanto che vollero tradurlo in spagnolo. Chiesi a Miguel Bosè di farlo lui e per poco non scoppiò una rivoluzione in Spagna, perchè Miguel tradusse il testo coinvolgendo i baschi e i catalani, insomma tutte quelle etnie che in Spagna sono una realtà radicata e non ci si pensa proprio a scherzarci su. Il disco fu ritirato e oggi è praticamente introvabile e si vende al mercato nero”.

E per finire Sanremo: “è vero, non ci sono mai andato e non ho nessuna intenzione di farlo, però nel primo disco per la Rca, E INTANTO DUSTIN HOFFMANN NON SBAGLIA UN FILM c’era una canzone intitolata CI STIAMO SBAGLAINDO. Ennio Melis, allora boss della Rca, aveva intenzione di mandarmi al Festival, ma i dirigenti avevano in testa Eros Ramazzotti, che aveva un pezzo davvero forte, RAGAZZI DI OGGI. L’uscita del mio disco fu bloccata, Eros andò al Festival e vinse fra i giovani. Subito dopo nei negozi fu distribuito il mio primo album e chissà che non sia stata la mia fortuna…”

Davvero un antidivo questo Carboni, che avverte la moglie che è arrivato a Milano, che non forza il discorso sul suo disco nuovo, che esce dopo cinque anni di silenzio. Collaborano Gaetano Curreri degli Stadio, partecipano Tiziano Ferro e Pino Daniele; il titolo, dice Luca, “è un tuffo nel passato, una frase della canzone LE BAND evoca il tempo che passa in una chiave drammatica e ironica insieme.”

Proprio in una band, la Tebaldi Rock, è nato il musicista Carboni, che non aveva ambizioni personali e lavorava in un negozio di scarpe per mantenre il gruppo: “poi le cose sono andate diversamente, e io mi sono ritrovato solista”.

Luca, fra tutte le tue nuove canzoni ce n’è una che mi ha colpito per la sua dolcezza, per la nobiltà del testo: si intitola E’ CADUTA UNA STELLA ed un ringraziamento a Dio perchè ci ha dato la possibilità di amare. Vuoi raccontarmi anche le tue altre canzoni, così come le hai pensate?
CI SI DIMENTICA è un accorato inno alla vita di coppia, un rapporto nel quale, pur ricordando certe ricorrenze può succedere di dimenticare cose più fondamentali. Abbandonandosi alla routine si corre il rischio che le cose storte assumano più importanza rispetto ai valori reali della vita. In principio volevo intitolarla IL COMPLEANNO”.

Ci sono poi due partecipazioni speciali: Tiziano Ferro canta con te in PENSIERI AL TRAMONTO, e Pino Daniele ti accompagna alla chitarra in LA MIA ISOLA. Ci racconti come è andata?
“PENSIERI LA TRAMONTO l’ho scritta ispirandomi a una vecchia antologia di George Heym, un poeta tedesco del primo Novecento, in particolare alle poesie QUIETE e FANTASTICHERIE che mi hanno dato modo di creare un “botta e risposta” che a Tiziano è piaciuto molto. LA MIA ISOLA è un viaggio come metafora della vita, e l’approdo sull’isola è la rappresentazione della realizzazione di un progetto, o dell’incontro di un grande amore. Il brano è dedicato all’Isola d’Elba, il luogo che amo e dove trascorro tanto tempo.”

“SEGNI DEL TEMPO – continua Luca – è un omaggio alla mia generazione, che è stata, molte volte ingiustamente, considerata incapace di incidere in modo significativo sulla società nel periodo del cosidetto “post-impegno”. Mi piace parlare di noi quarantenni, che oggi siamo padri e madri. Anche attraverso i nostri figli, nel modo di crescerli, possiamo lasciare un segno importante e indelebile nel tempo. LAMPO DI VITA è il dialogo immaginario con una ragazza del passato, che mi aiuta a raccontare come ero io, e a capire se i miei sogni si sono avverati; STO PENSANDO è un altro viaggio, un volo leggero, come se dall’altro guardassi tutta la mia vita e oltre, tentando di scrutare il futuro. Poi c’è MALINCONIA, un tentativo di descrivere e di raccontare che cos’è questo sentimento: è uno stato d’animo apparentemente passivo, riflessivo, per nulla estroverso; e invece la sensibilità è al massimo e ti scopri a sentire, percepire, totalizzare ed assorbire certe suggestioni umane. In alcuni momenti assomiglia davvero alla felicità, perchè riesci a entrare in contatto con gli altri, a capirli, senza bisogno di parole. E, infine, E’ CADUTA UNA STELLA che si racconta da sola con i versi: “è caduta una stella, tutto si avvererà, la coperta è gelata e l’estate che va. A volte penso che sei come l’acqua che, sai, si può bere, però non si può stringere mai..”

Soddisfatto del tuo lavoro? “Si, perchè l’ho realizzato quando ne la sono sentita, e perchè tutto quello che ho fatto, sempre, nel bene o nel male, anche quando mi sono reso conto che avrei potuto dare di più, l’ho fatto in modo totalmente sincero. Si sono soddisfatto di questi miei primi 23 anni di carriera. Soprattutto perchè sono riuscito a non diventare una rock star. E a non dimenticarmi mai di vivere”.

Luca e le radio e le tv private? Quali sono i tuoi ricordi? Così Luca ha risposto al “nostro” Massimo Emanuelli in occasione di un’intervista alle Messaggerie Musicali di Milano: beh prima di tutto il “vostro” Seymandi e il suo Supertelegattone, quindi Videomuisc che era da poco nata. Le radio? Ricordo Radio Bologna International, Radio Sabbia, e poi i network che allora nascevano.

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